Abbiamo visto come alla base della formazione della cellulite c'è stata un'alterazione del microcircolo; è ovvio quindi che le teleangectasie (quelli che normalmente vengono chiamati capillari ma in realtà sono venule dilatate, infatti, i capillari sono troppo piccoli per essere visibili a occhio nudo) e le varici sono un terreno favorevole al ristagno di sangue nelle gambe.
Molti altri fattori concorrono a provocare uno stato di sofferenza del microcircolo a livello del tessuto adiposo.
Vediamo quali.
1. EREDITARIETA'
E' indubbio che esista un fattore ereditario e costituzionale: una ragazza con struttura ginoide e con la madre affetta da cellulite avrà senz'altro più probabilità di averla anch'ella.
2. SEDENTARIETA'
La scarsa attività fisica, riducendo l'impegno muscolare e circolatorio, crea le condizioni di rallentamento del sistema di eliminazione dei liquidi e del materiale di scarto prodotto dal metabolismo. L'attività fisica inoltre grazie alla contrazione e alla "spremitura" di muscoli del polpaccio sul circolo venoso e linfatico favorisce il ritorno circolatorio.
Importante è anche il contributo del piede la cui "spugna" venosa situata sotto la pianta del piede, venendo compressa ad ogni passo, funge da "cuore periferico" respingendo il sangue verso l'alto. Da qui la regola di usare scarpe comode, evitando di stare a lungo fermi in piedi ed evitare i tacchi alti che escluderebbero la funzione della "spugna venosa" plantare.
3. STITICHEZZA
Un intestino pigro che non si svuota regolarmente crea una forte pressione a livello delle vene del bacino, impedendo un buon ritorno del sangue verso il cuore e rallentando così la circolazione nelle gambe. Inoltre, una non corretta eliminazione dei residui prodotti dalla digestione favorisce fenomeni di fermentazione e putrefazione a carico di questi ultimi, con produzione di tossine che permanendo poi a livello intestinale finiscono per essere assorbite, intossicando così l'organismo e sovraccaricandone i sistemi di depurazione.
Fondamentale è aumentare il contenuto di fibre nella dieta (frutta, verdura e cereali integrali), l'attività fisica (ricordate il vecchio detto di Mao Tze Tung: chi fa poco moto …) e un buon tono addominale.
4. POSTURA
Per esempio, una situazione di iperlordosi causerà una situazione di sbilanciamento in avanti degli organi addominali con conseguente compressione delle vene del bacino; una postura scorretta con sovraccarico su una gamba piuttosto che sull'altra causerà una permanente contrazione muscolare che rallenterà il flusso di sangue in zona, predisponendo alla formazione di cellulite.
5. SQUILIBRI ORMONALI
Abbiamo visto come la cellulite ha richiesto come "conditio sine qua non" la presenza di un certo livello di estrogeni. Se per qualche ragione questi aumentano (ovaio policistico, gravidanza) le probabilità di insorgenza della cellulite aumentano in proporzione. Lo stesso dicasi per l'uso della "pillola" come anticoncezionale; la presenza della componente progestinica con effetto catabolico diretto sulla matrice connettivale del microcircolo peggiora ulteriormente le cose.
6. SOVRAPPESO
Abbiamo già affermato che la cellulite non è lo stesso del grasso localizzato e che può comparire anche su un fisico magro. Ciò non toglie che è comunque una patologia del tessuto adiposo e non del muscolo (se non c'è tessuto adiposo non c'è neanche cellulite) e che comunque un accumulo eccessivo di grasso provoca un rallentamento del metabolismo ed un sovrappeso di grasso, in genere causa problemi di circolazione.
Difatti è dimostrato che l'aumento di peso determina modificazioni sul macro ma anche e soprattutto sul microcircolo con fenomeni di stasi, legati alla compressione del distretto venoso profondo e superficiale degli arti inferiori e della struttura dei piccoli vasi cutanei e sottocutanei di ogni distretto. In notevole incremento di peso favorisce inevitabilmente una congestione del distretto venoso e linfatico delle estremità, a causa di un ostacolato deflusso che determina la massa di grasso specialmente a livello della piega inguinale e del ginocchio (la vena femorale e la poplitea sono molto superficiali e quindi facilmente comprimibili). Tale ostacolo risulta più importante se il soggetto svolge un'attività sedentaria o, come spesso avviene, è affetto da alterazioni osteo-articolari, spesso legate anche queste al sovrappeso. Non bisogna inoltre dimenticare il ruolo determinante delle alterazioni posturali (che spesso accompagnano l'obesità in quanto causate dal sovraccarico) che comportano una minore efficacia della "spugna" plantare e della pompa articolare tibio-tarsica, del ginocchio e dell'anca.
7. ALIMENTAZIONE SCORRETTA
Senza dubbio una cattiva alimentazione (per esempio troppo ricca di sale che favorisce la ritenzione idrica) è senz'altro una causa molto importante.
La dieta anticellulite dovrebbe essere una dieta molto equilibrata e con effetto disintossicante, completa e varia in modo da garantire tutti i micronutrienti indispensabili.
Leggermente ipocalorica (soprattutto se è presente anche sovrappeso) ricca di frutta e verdura con moderata presenza di cereali integrali, scarsa in grassi e quasi priva di sale aggiunto.
Sono da bandire inoltre caffè ed alcool.
Importante sarebbe anche da verificare la presenza di intolleranze alimentari perché spesso la cellulite è causata da cibi che creano una risposta negativa dell'organismo.
Consigliabile è anche l'uso di integratori flebotonici cioè che proteggono le pareti dei capillari quali vitamina C, bioflavonoidi (contenuti nel pungitopo, nel Ginko Biloba, nella centella asiatica) e anticianosidi (presenti soprattutto nel mirtillo).
Utili anche sostanze drenanti quali il carciofo, la quercia marina (fucus vesciculosus), la pilosella, il tarassaco e la vitamina B6.