Pannicolopatia - Fisioterapia di Scandicci
Fisioterapia di Scandicci 
AUT.REG. n.351 del 22/01/1990

La Cellulite (Pannicolopatia edemato fibrosclerotica) 

La Pannicolopatia detta anche Cellulite può essere combattuta con trattamenti terapeutici dove è richiesto Pressomassaggio o Linfodrenaggio meccanico.
Chiaro che non si tratta di un semplice miglioramento estetico, anche se i risultati sono lusinghieri, ma di una cura vera e propria per ristabilire equilibri psico-fisici a volte indispensabili nella sfera del benessere.
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Praticamente tutte le donne (90%), in maggiore o minore misura, sono colpite dalla cellulite”.
La condizione necessaria per il suo instaurarsi è infatti la presenza di estrogeni, gli ormoni sessuali femminili.
Il termine “cellulite” comunemente usato, non è corretto in quanto presuppone una infiammazione (il suffisso “te” sta per infiammazione, per es. tendinite: infiammazione di un tendine) cosa che non è in quanto si tratta più di un processo degenerativo piuttosto che infiammatorio.
La cosiddetta cellulite è in realtà la risultante di processi patologici diversi che sono identificabili nell’adiposità localizzata e nella pannicolopatia  atrofico-regressiva da stasi circolatoria ancor meglio definita PANNICOLOPATIA EDEMATO FIBROSCLEROTICA (PEF).
La pratica clinica insegna che le “forme pure” di adiposità localizzata o di pannicolopatia da stasi sono relativamente rare, mentre prevalgono di gran lunga le cosiddette “forme miste” in cui su di un pregresso terreno di adiposità localizzata, insorta per le cause più varie, si impianta ad un certo momento il processo pannicolopatico da stasi.
Ne risulta che la diagnosi non è affatto semplice e le difficoltà sono insite nelle cause delle “pannicolosi” da stasi (come sarebbe meglio definirle insistendo sulla natura degenerativa-regressiva, per  es. epatosi, nefrosi, cirrosi), del danno del tessuto adiposo, che va ricercato in un’alterazione del microcircolo a livello del tessuto adiposo sottocutaneo.
Infatti succede che, quando si instaura una situazione di fragilità capillare, le pareti dei vasi diventano tanto porose da permettere la fuoriuscita di liquido che va ad inibire ed infiltrare gli spazi tra gli adipociti, cioè le cellule di grasso.

1° STADIO (detta Cellulite Edematosa)

E’ lo stato iniziale.
A livello cellulare ed extracellulare abbiamo un edema  con allargamento degli interstizi tra le cellule, e fuoriuscita di trigliceridi da rotture citoplasmatiche degli adipociti.
A livello del microcircolo abbiamo un enorme permeabilità capillare-venulare, ectasi microaneurismi con stasi microcircolatorie.

A livello della cute abbiamo:

Aumento della “pastosità” che corrisponde ad un aumento dell’edema.
Nella pratica comune, una tecnica di valutazione è costituita dalla palpazione superficiale, tenendo il terzo dito appoggiato lievemente sulla superficie cutanea della zona da esaminare.
Si effettua poi  una moderata pressione, fino a percepire gli strati profondi, e si apprezza il tempo necessario perché, a dito “morto”, cioè senza alcuna pressione, esso ritorni alla posizione di base.
Tale tempo è appunto più lungo nelle zone edematose.

Diminuzione della elasticità che è apprezzabile in tutti gli stadi della pannicolopatia edemato-fibrosclerotica, essendo riconducibile all’edema dei primi stadi del processo, o alle modificazioni patologiche del connettivo dermico e alla liposclerosi dell’ipoderma in quelli successivi.
La valutazione dell’elasticità cutanea deve tener conto di numerosi fattori interferenti, tra cui ovviamente l’età del soggetto, le sue condizioni di nutrizione, l’eventuale concomitanza di turbe endocrine.
Una cute ipoelastica si apprezza in genere sollevando una plica tra le dita e lasciandola ricadere, valutando il tempo necessario per il ritorno alle condizioni di base.
La manovra è di difficile esecuzione a livello della regione  supero-laterale delle cosce e dei glutei, specie in soggetti giovani con muscolatura ben tonificata.
In questi casi è bene ricorrere alla stessa tecnica usata per la pastosità.

Ipotermia ovvero cute fredda.

2° STADIO (detta Cellulite Edematosa avanzata)

Dal punto di vista cellulare abbiamo manifestazioni atrofico regressive degli adipociti e iperplasia ed  ipertrofia delle fibre reticolari del collagene interstiziale.

A livello del microcircolo abbiamo una ipossidosi distrettuale da stasi e da diminuzione degli scambi trofici e nutrizionali con ristagno delle tossine, microemorragie e dilatazioni venulo-venose.

La cute pallida, ipotermica, la pastosità è aumentata, l’elasticità è diminuita, sensazioni di parestesie (formicolii).

3° STADIO (detta Cellulite Compatta)

A livello cellulare c’è una rarefazione degli adipociti causata da una aumentata formazione di fibrille collagene e incapsulamento di adipociti degenerati, con formazione di micronoduli ed iniziale sclerosi del connettivo dermico.

A livello del microcircolo c’è una sclerosi, cioè un indurimento delle pareti della arteriale con ipo-ossigenazione e riduzione della circolazione capillare sempre in presenza di microemorragie  diffuse e dilatazione venulo-venosa.

Pelle “a buccia d’arancia”, sensazione palpatoria di fine granulia (badate bene è un errore provocare, comprimendo tra le mani una plica cutanea della coscia, un quadro che assomiglia alla “pelle a buccia d’arancia” ma che non è affatto la risultante di un processo patologico dell’ipoderma: esso è infatti dovuto alla protrusione, del tutto fisiologica, delle “papille adipose” e si riscontra anche nei bambini, indipendentemente dal sesso.).

A volte si riscontra dolore alla palpazione profonda, diminuzione dell’elasticità con aree di cute flaccida. Spesso sono presenti ematomi e macchie rossastre e capillari dilatati (teleangectasie).
 

4° STADIO (detta Cellulite Molle)

Formazione di macronoduli incapsulati da travate connettivali, liposclerosi diffusa.

Importanti alterazioni dei microvasi con microvaricosità e dilatazione venulo-venosa associata ad arteriosclerosi distrettuale e deficit della regolazione del flusso microcircolatorio.

Cute ondulata “a materasso” pallida e ipotermica, flaccida e molto facilmente placabile, presenza di noduli singoli o a pacchetti dolenti alla palpazione, spesso dolore spontaneo.

Sembra cambiare posizione a seconda che la donna sia sdraiata o in piedi e traballa quando la donna cammina. Compare più frequentemente dopo i 40 anni.

 
 
STADIO 1
STADIO 2
STADIO3
STADIO 4
ASPETTO
Normale
Normale
Scabrosità a buccia
d'arancia, fossette,
smagliature,
pelle pallida,
secca o grassa
Scabrosità a buccia
d'arancia, fossette,
smagliature,
pelle pallida,
secca o grassa
DOLORE ALLA
PALPAZIONE
Si, quando la punta
del polpastrello viene
spinta in profondità
nella pelle con un
movimento rotatorio
Si, quando la punta
del polpastrello viene
spinta in profondità
nella pelle con un
movimento
rotatorio
Si, ma percettibile
al pizzicotto
Si, alla palpazione
come nel terzo
stadio, ma più
acuto e costante
PASTOSITA'
CUTANEA
Aumentata: premendo
col polpastrello
sulla pelle
resta l'impronta
di una fossetta per
un tempo più lungo
del normale, specie
nella parte interna
della  coscia
Aumentata: premendo
col polpastrello
sulla pelle
 resta l'impronta
di una fossetta per
un tempo più lungo
del normale, specie
nella parte interna
della  coscia
Diminuita
Diminuita
ELASTICITA'
CUTANEA
Diminuita
Diminuita
Diminuita
Diminuita
ECCESSO
DI LIQUIDI
Poco evidente
Poco evidente
Molto evidente
attorno alle placche
cellulitiche
Assente
MICRONODULI
Assenti
Assenti
Presenti: sfiorando la
pelle col polpastrello
si avverte un'accentuata
scabrosità, simile a
granelli di riso
Presenti: sfiorando la
pelle col polpastrello
si avverte un'accentuata
scabrosità, simile a
granelli di riso
MACRONODULI
Assenti
Assenti
Assenti
Palpando e
pizzicando la pelle
è facile sentire nodi
di dimensioni quasi
come un pisello
 

CAUSE

Abbiamo visto come alla base della formazione della cellulite c'è stata un'alterazione del microcircolo; è ovvio quindi che le teleangectasie (quelli che normalmente vengono chiamati capillari ma in realtà sono venule dilatate, infatti, i capillari sono troppo piccoli per essere visibili a occhio nudo) e le varici sono un terreno favorevole al ristagno di sangue nelle gambe.
Molti altri fattori concorrono a provocare uno stato di sofferenza del microcircolo a livello del tessuto adiposo.
Vediamo quali.
  
1.      EREDITARIETA'
E' indubbio che esista un fattore ereditario e costituzionale: una ragazza con struttura ginoide e con la madre affetta da cellulite avrà senz'altro più probabilità di averla anch'ella.
 
2.      SEDENTARIETA'
La scarsa attività fisica, riducendo l'impegno muscolare e circolatorio, crea le condizioni di rallentamento del sistema di eliminazione dei liquidi e del materiale di scarto prodotto dal metabolismo. L'attività fisica inoltre grazie alla contrazione e alla "spremitura" di muscoli del polpaccio sul circolo venoso e linfatico favorisce il ritorno circolatorio.
Importante è anche il contributo del piede la cui "spugna" venosa situata sotto la pianta del piede, venendo compressa ad ogni passo, funge da "cuore periferico" respingendo il sangue verso l'alto. Da qui la regola di usare scarpe comode, evitando di stare a lungo fermi in piedi ed evitare i tacchi alti che escluderebbero la funzione della "spugna venosa" plantare.
 
3.      STITICHEZZA
Un intestino pigro che non si svuota regolarmente crea una forte pressione a livello delle vene del bacino, impedendo un buon ritorno del sangue verso il cuore e rallentando così la circolazione nelle gambe. Inoltre, una non corretta eliminazione dei residui prodotti dalla digestione favorisce fenomeni di fermentazione e putrefazione a carico di questi ultimi, con produzione di tossine che permanendo poi a livello intestinale finiscono per essere assorbite, intossicando così l'organismo e sovraccaricandone i sistemi di depurazione.
Fondamentale è aumentare il contenuto di fibre nella dieta (frutta, verdura e cereali integrali), l'attività fisica (ricordate il vecchio detto di Mao Tze Tung: chi fa poco moto …) e un buon tono addominale.
 
4.      POSTURA
Per esempio, una situazione di iperlordosi causerà una situazione di sbilanciamento in avanti degli organi addominali con conseguente compressione delle vene del bacino; una postura scorretta con sovraccarico su una gamba piuttosto che sull'altra causerà una permanente contrazione muscolare che rallenterà il flusso di sangue in zona, predisponendo alla formazione di cellulite.
 
5.      SQUILIBRI ORMONALI
Abbiamo visto come la cellulite ha richiesto come "conditio sine qua non" la presenza di un certo livello di estrogeni. Se per qualche ragione questi aumentano (ovaio policistico, gravidanza) le probabilità di insorgenza della cellulite aumentano in proporzione. Lo stesso dicasi per l'uso della "pillola" come anticoncezionale; la presenza della componente progestinica con effetto catabolico diretto sulla matrice connettivale del microcircolo peggiora ulteriormente le cose.
 
6.      SOVRAPPESO
Abbiamo già affermato che la cellulite non è lo stesso del grasso localizzato e che può comparire anche su un fisico magro. Ciò non toglie che è comunque una patologia del tessuto adiposo e non del muscolo (se non c'è tessuto adiposo non c'è neanche cellulite) e che comunque un accumulo eccessivo di grasso provoca un rallentamento del metabolismo ed un sovrappeso di grasso, in genere causa problemi di circolazione.
Difatti è dimostrato che l'aumento di peso determina modificazioni sul macro ma anche e soprattutto sul microcircolo con fenomeni di stasi, legati alla compressione del distretto venoso profondo e superficiale degli arti inferiori e della struttura dei piccoli vasi cutanei e sottocutanei di ogni distretto. In notevole incremento di peso favorisce inevitabilmente una congestione del distretto venoso e linfatico delle estremità, a causa di un ostacolato deflusso che determina la massa di grasso specialmente a livello della piega inguinale e del ginocchio (la vena femorale e la poplitea sono molto superficiali e quindi facilmente comprimibili). Tale ostacolo risulta più importante se il soggetto svolge un'attività sedentaria o, come spesso avviene, è affetto da alterazioni osteo-articolari, spesso legate anche queste al sovrappeso. Non bisogna inoltre dimenticare il ruolo determinante delle alterazioni posturali (che spesso accompagnano l'obesità in quanto causate dal sovraccarico) che comportano una minore efficacia della "spugna" plantare e della pompa articolare tibio-tarsica, del ginocchio e dell'anca.
 
7.      ALIMENTAZIONE SCORRETTA
Senza dubbio una cattiva alimentazione (per esempio troppo ricca di sale che favorisce la ritenzione idrica) è senz'altro una causa molto importante.
La dieta anticellulite dovrebbe essere una dieta molto equilibrata e con effetto disintossicante, completa e varia in modo da garantire tutti i micronutrienti indispensabili.
Leggermente ipocalorica (soprattutto se è presente anche sovrappeso) ricca di frutta e verdura con moderata presenza di cereali integrali, scarsa in grassi e quasi priva di sale aggiunto.
Sono da bandire inoltre caffè ed alcool.
Importante sarebbe anche da verificare la presenza di intolleranze alimentari perché spesso la cellulite è causata da cibi che creano una risposta negativa dell'organismo.
Consigliabile è anche l'uso di integratori flebotonici cioè che proteggono le pareti dei capillari quali vitamina C, bioflavonoidi (contenuti nel pungitopo, nel Ginko Biloba, nella centella asiatica) e anticianosidi (presenti soprattutto nel mirtillo).
Utili anche sostanze drenanti quali il carciofo, la quercia marina (fucus vesciculosus), la pilosella, il tarassaco e la vitamina B6.
 
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